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giovedì 6 ottobre 2016

UN ANNO DI TE...


Ieri è stato un giorno speciale, il primo anno della mia piccolina e, sembra incredibile quanto il tempo sia passato in fretta.

Sono cambiate tantissime cose in questi 12 mesi ma soprattutto, è cambiata lei e, questi ultimi 2 mesi sono in assoluto i più belli che stiamo vivendo.
Ormai gironzola da sola alla scoperta del mondo, si ritaglia dei momenti  di gioco tutti suoi, ti coinvolge in quello che fa e ha anche imparato a fare gli scherzi :)
La nostra avventura è cominciata il 4 ottobre 2015, era domenica e, essendo agli sgoccioli della mia gravidanza, un giorno sì è uno no, io e mio marito andavamo in ospedale per il tracciato di monitoraggio.


Quella domenica per noi si trattava dell’ennesimo controllo, uno dei tanti, ma quella mattina qualcosa andò diversamente.
A causa del mio diabete gestazionale ci stavamo spingendo un po’ troppo oltre con i giorni, il parto non ne voleva sapere di aprirsi spontaneamente e il liquido amniotico cominciava a scarseggiare...il ricovero immediato è stato inevitabile.
Per un momento la confusione ha avuto il sopravvento, mio marito per stemperare la tensione ha cominciato a lamentarsi di non poter seguire la partita della sua amata Inter e piano piano abbiamo raccolto le idee e realizzato quello che ci stava succedendo...la nostra bimba doveva nascere!
Eravamo così abituati a questi controlli di routine che non avevamo nemmeno con noi la famosa valigia del parto che poi i miei genitori mi hanno fatto avere mentre aspettavamo che ci sistemassero in stanza.
Per gli accertamenti preliminari ci hanno dato in una camera provvisoria con altre coppie "di passaggio" per problematiche sempre legate alla gravidanza ma risolvibili nell'immediato e io mi sono messa in tenuta “da ospedale” come ordinato dai medici.
Ci hanno portato il pranzo e subito dopo mi hanno visitato e, vedendo che le prospettive di un eventuale parto erano lontane anni luce ci hanno proposto una prima tecnica di induzione del parto.
Il catetere a palloncino…
È una sorta di palloncino che, una volta inserito nel canale uterino, viene gonfiato con una soluzione fisiologica in modo da indurre la dilatazione e la rottura delle acque.
Mentre mi sottoponevo a questa manovra ci hanno assegnato la nostra camera definitiva e mio marito ha cominciato a sistemare le nostre cose, un po' come si fa in hotel :)
Questa procedura non è stata per nulla dolorosa e tantomeno fastidiosa, tanto che, con la mia bella camicia da notte , sono andata nella mia nuova stanza da sola, sulle mie gambe.
Abbiamo subito fatto amicizia con la coppia che condivideva con noi la stanza e che dalla notte appena trascorsa, stringeva tra le braccia il loro primo piccolino.
Chiacchierando  la mia compagna di stanza  mi ha subito confortato dicendomi che anche a lei avevano indotto il parto con la tecnica del palloncino e che aveva avuto gli effetti sperati dopo solo qualche ora di applicazione.
Dal ricovero della mattina invece noi eravamo già arrivati all’ora di cena e di contrazioni ancora nessun segno.
Mi sono addormentata, per poi svegliarmi come nulla fosse il mattino dopo diretta alla visita di controllo per la rimozione del meccanismo che purtroppo non aveva avuto l’effetto desiderato se non la dilatazione del canale uterino di soli 4 cm.
Mi hanno dato qualche ora di tregua preannunciandomi che saremmo passati all’induzione chimica.
Alle 10 del mattino mi hanno posizionato la flebo e hanno portato me e mio marito in sala parto in attesa che tutto evolvesse…
Ci hanno affidato ad un’ostetrica meravigliosa, che più dolce credo non esistano, e ci ha spiegato tutto quello che sarebbe successo.
L’induzione sarebbe avvenuta per via endovenosa con la somministrazione di ossitocina e con una dose che sarebbe aumentata gradualmente.
Dovevo essere costantemente attaccata al tracciato che monitora le contrazioni e il battito della mia bambina e impedendoci di alleviare i dolori con l'immersione nella vasca da bagno.
La nostra ostetrica ci ha preannunciato che stimava la conclusione del parto intorno alle 15.
Con l’ossitocina via via crescente le contrazioni cominciavano a farsi sentire, sempre più dolorose ma della rottura delle acque nessuna traccia.
Allo scoccare delle 15 mi hanno sottoposto ad una nuova visita e, non vedendo progressi, nemmeno nella dilatazione, hanno optato per la rottura manuale delle membrane e riprogrammato un nuovo controllo alle 17.
Il tempo scorreva in fretta e alle 17 non era cambiato nulla se non la constatazione che la dilatazione non progrediva e che la mia piccolina non si era incanalata bene.
Eccomi così arrivata, ad un parto cesareo d’urgenza con le contrazioni indotte in corso a distanza di 30 secondi l'una dall’altra.
E’ successo tutto così in fretta, mio marito è stato subito allontanato dalla sala parto e io spostata in sala operatoria, epidurale, monitoraggio della pressione e da quel momento in avanti mi sono solo sentita tanto sballottolare per poi alle 17.37 vedere finalmente il viso della mia splendida stella.
E' stato amore a prima vista e l'ho adorata dal primo istante!
Mentre mi rimettevano in sesto mio marito ha dato alle ostetriche i primi vestitini della nostra piccola, è stato meraviglioso, mi è stato vicino in ogni istante e se solo gliel'avessero permesso non mi avrebbe lasciato nemmeno da sola in sala parto.
Quando sono ritornata in stanza la nostra piccola non c'era ancora, avevo un freddo assurdo e non bastavano tutte le coperte che avevamo per calmarlo. Mi hanno spiegato che era l'effetto dell'anestesia e sarebbe passato presto.
Dopo qualche minuto ecco arrivare in stanza la nostra meraviglia...
Dormiva beata nella sua culletta e ogni tanto apriva gli occhi per guardarsi intorno.
La prima notte non ho potuto tenerla con me per via dell'intervento ma dal giorno seguente abbiamo passato insieme ogni istante e di notte allungava una mano ai bordi della sua culla come per arrivare a prendere la mia.
Tre giorni dopo il mio ricovero siamo tornati tutti e tre a casa e da quel momento è stato un crescendo di emozioni e cambiamenti e ora, quella piccola che in ospedale faceva piccoli movimenti è un terremoto irrefrenabile che non sta ferma un attimo, che consuma chilometri e non lascia nessun angolo del mondo inesplorato.
AUGURI AMORE DELLA NOSTRA VITA!!!

venerdì 2 settembre 2016

LA SESTA MALATTIA...

Con la fine delle vacanze, la pressante routine ritorna a costellare le nostre vite e, nella mia vita a tre, ecco fare capolino anche l'inserimento al nido, scadenza che, a malincuore, con l'avanzare dell'estate diventava sempre più vicina.
In accordo con le educatrici, abbiamo scelto come data di inizio per questa nuova esperienza , il 29 agosto in modo da avere tutto il tempo e la calma necessari per un inserimento graduale e tranquillo.
Sabato sera, siamo andati a dormire con un po' di magone e, verso le 3 di notte, orario in cui la nostra piccola scivola dal suo lettino al nostro, ho percepito qualcosa di strano.
Mentre si rigirava nel lettone in mezzo a noi, sentivo i suoi piedini e il suo corpo più caldi del solito e infatti al mattino, ci ha fatto visita una bella febbre a 39...proprio il giorno prima del fatidico inserimento.
Subito abbiamo pensato ad una febbre passeggera e, vista l'alta temperatura siamo intervenuti con il classico paracetamolo che però, diversamente dalle altre volte, ha abbassato la febbre solo a 38.
Se non fosse stato il termometro a dichiarare la febbre, vedendo la nostra piccolina attiva come sempre non l'avremmo mai detto, anche per questo abbiamo pensato ad un episodio di passaggio.
Invece per tutta la domenica la febbre non è mai scesa al di sotto dei 38 per poi salire di nuovo a 39 man mano che si allontanava l'effetto del paracetamolo.
Speravamo di svegliarci il lunedì mattina in forma come sempre e invece la febbre alta ha dato il tormento alla mia piccolina tutta la notte e il buongiorno.
Ho chiamato il nido per riorganizzare l'inserimento al mercoledì sperando che fosse sufficiente e, invece, la febbre non voleva saperne di andare via e così dopo 48 ore, con la preoccupazione sempre più crescente, siamo andati dal pediatra.
Ci preoccupava il fatto che, nonostante il paracetamolo, la temperatura non scendesse mai al di sotto dei 38.
Come spesso e volentieri accade, è la nostra piccolina a darci la forza di affrontare le cose, è sempre così attiva e sorridente e nemmeno la febbre alta, ha scalfito questo aspetto del suo carattere :)
Il pediatra, dopo averla rivoltata come un calzino (bonariamente ovvio) ci ha "rassicurato" dicendoci che si trattava di un semplice episodio virale che si sarebbe risolto nel giro delle 72 ore e che, con l'inserimento al nido, ci avrebbe fatto visita una settimana sì e una no.
Ci ha anche spiegato che per il peso che ha raggiunto ormai la nostra piccina, la dose da 100 mg/ml del nostro abituale paracetamolo, è troppo bassa per lei ma, allo stesso tempo, quella da 200 della stessa marca, è troppo forte, così ci ha prescritto un farmaco analogo che fa la "mezza misura" da 150.
Tra una misurazione e l'altra eccoci arrivati al mercoledì e allo scadere delle 72 dichiarate dal pediatra ed effettivamente la febbre non c'era più ma, proprio quando le cose sembravano andare meglio, nella tarda mattinata, il viso della nostra piccolina ha cominciato ad essere cosparso di puntini rossi.
immagine dal web
E' di nuovo venuto in nostro soccorso il pediatra, spiegandoci che si trattava della sesta malattia, virus che colpisce i bambini tra i 6 e i 18 mesi e che si manifesta in due fasi: il periodo pre-esantematico caratterizzato da febbre molto alta per 3/4 giorni e, il periodo esantematico, in corrispondenza con la scomparsa della febbre, che si manifesta con puntini rossi in particolare sul viso e tronco e che, fortunatamente, non danno prurito.
Ad oggi alla mia piccina stanno scomparendo anche i puntini :)
Questa è stata la prima volta, nella nostra esperienza da neogenitori, che ci siamo scontrati con un qualcosa di diverso dalla febbre, è sempre complicato e difficile affrontare con la giusta calma i malanni dei bambini così piccoli perché purtroppo non possono aiutarci e farsi aiutare con la parola descrivendoci quello che sentono e noi genitori possiamo affidarci unicamente al nostro istinto.
Grazie al carattere solare della nostra piccola, io e mio marito ci sentiamo un po' più forti e speriamo che ci aiuti anche a superare il prossimo scoglio del dolorosissimo inserimento al nido.