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domenica 24 aprile 2016

VUOLE FARE LA MODELLA...VERSIONE 2.0

Richiamo a parte al famosissimo spot degli anni '90 del forno Rex (vi prego ditemi che c'è qualcuno che lo ricorda e che non sono così vecchia), amo di quest’epoca 2.0 la molteplicità di strade che si possono intraprendere per seguire i propri sogni.
Make up addict rese note dalle migliaia di visualizzazioni dei loro video su YouTube, fashion blogger diventate vere e proprie modelle o blogger i cui articoli hanno raggiunto le più note riviste patinate.
Ma non solo, grazie ad internet per realizzare i propri sogni si possono cercare tantissime informazioni, individuando corsi e possibilità di formazione che contribuiscono ad arricchire il proprio curriculum e il portfolio di professioni come moda e make up che sono difficilmente “tangibili”.
Io stessa per assecondare le mie passioni e la mia curiosità, qualche anno fa ho scoperto e successivamente frequentato un corso di visual merchandiser e uno di personal shopper.
Quello che mi affascina durante le occasioni di formazione è sicuramente la possibilità di avere a che fare con i professionisti del settore, quelli che la moda la vivono a 360° e che hanno fatto di una passione un lavoro...immediatamente è come se fossi proiettato in un mondo nuovo.
Ma la cosa più importante è che ci si rende conto che dietro ogni lavoro, nulla è lasciato al caso, tutto è studiato nei minimi particolari e che, solo se si hanno delle basi solide e concrete, ci si può spingere oltre quella linea che divide l'ordinario dalla creatività.
In questo mondo parallelo in cui i diversi blog possono essere equiparati alle diverse persone che si frequentano nella vita di tutti i giorni, seguo molte fashion blogger per trarre ispirazione sugli outfit più particolari e azzardati e, scoprire in anteprima le nuove tendenze; molte di loro farebbero invidia alle tante modelle già affermate che popolano le copertine perché le contraddistingue la semplicità e spensieratezza con cui esprimono le loro proposte ma, soprattutto l’originalità innata nel creare outfit.
Perché queste modelle 2.0 interpretano il loro outfit e, a differenza delle modelle che affollano le copertine un po' inanimate, sembrano saltare fuori dalle pagine dei loro blog, spensierate, vere, semplici e accattivanti allo stesso tempo.
Per tutte loro, per tutte noi ecco una possibilità di formazione in più…
Il social network StyleBook e l’agenzia Flower Model si sono unite per creare il corso di formazione professionale per modelle ed indossatrici “Model Experience”.
StyleBook è un’associazione culturale e social network della moda, nata con l’intenzione di favorire l’incontro e  la collaborazione tra artisti ed operatori appartenenti ai settori della moda, del design e della fotografia.
Flower Model invece è un’agenzia leader nel settore della moda e della cosmesi, fiduciaria di marchi come Wella e L’Oreal che si occupa della selezione di giovani modelle.
Dalla loro fusione è nato il corso “Model Experience”, che si tiene a Roma nella sede dell’agenzia Flower Model, strutturato in moduli che possono essere combinati tra loro o seguiti singolarmente secondo le esigenze di ciascuna aspirante modella o indossatrice.
Alla fine del corso le allieve saranno avviate alla professione con la realizzazione di un book e l’inserimento in agenzia.
Per maggiori dettagli vi lascio alla brochure del corso...

 
Per presentare il corso è stato organizzato un blogger day che si terrà il 28 aprile a Roma e purtroppo essendo io di Torino e mamma di una bimba seimesenne, mi è un po' difficile spostarmi e non potrò partecipare.
L'evento prevede una lezione gratuita di portamento e posa fotografica, il tutto accompagnato da un aperitivo…e quanto mi sarebbe piaciuto poter partecipare, non perché aspiri a diventare una modella, ma semplicemente per scoprire anche solo dei piccoli trucchetti per migliorare il mio stile, creando il mio personale biglietto da visita di eleganza da presentare nella vita di tutti i giorni e sul lavoro, perché...
 
"l'eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare..."


mercoledì 19 agosto 2015

GRAVIDANZA E DONNE CHE LAVORANO...

In realtà il titolo del post doveva essere "La gravidanza non è fatta per le donne che lavorano..." un po' controcorrente e sicuramente assurdo ai giorni nostri ma, almeno per quel che mi riguarda è proprio così.
La Regione Piemonte dal 2012 ha ideato per le mamme in attesa, l'Agenda di Gravidanza, una pratica guida con tutte le informazioni più utili per affrontare il periodo e, cosa davvero innovativa, 16 impegnative mutualistiche con gli esami principali che ogni donna dovrebbe fare durante la gravidanza con l'indicazione della settimana in cui eseguirli.
Un’innovazione vera e propria che ci risparmia ogni volta di andare dal medico per farsi riportare sulla ricetta gli esami da fare evitando fastidiose e lunghe attese.
L’Agenda di Gravidanza può essere ritirata presso i consultori familiari della propria zona di appartenenza e…sarebbe tutto fantastico se ovviamente nel momento in cui ho scoperto di essere incinta, non fosse in ristampa e quindi non disponibile.
"Nell’attesa della sua venuta" nulla cambia rispetto al passato…visita dal ginecologo, indicazione degli esami da eseguire, coda dal medico di base per farsi prescrivere il tutto.
L’aggravante, dover tampinare letteralmente il consultorio familiare chiamando o recandosi personalmente agli orari stabiliti per sincerarsi sull’arrivo dell’Agenda e non rimanere di nuovo a bocca asciutta…ovviamente orari comodissimi per chi lavora.
All’alba del quinto mese di gravidanza e, dopo aver fatto la metà delle impegnative indicate, anch’io sono riuscita ad avere la mia Agenda.
Oltre agli orari impossibili del consultorio familiare, altra nota dolente che affligge le donne lavoratrici piemontesi in dolce attesa, gli orari del CUP per la prenotazione telefonica degli esami e  scoprire che per la maggior parte occorre recarsi di persona.

Tutto questo ovviamente si traduce in ore di permesso ed emotivamente in senso di colpa nei confronti del proprio datore di lavoro.
Le statistiche ci bombardano con i tassi di natalità pari allo zero in Italia…e allora mi spieghino come mai tramite il servizio sanitario nazionale risulta impossibile prenotare una qualunque visita anche mesi prima perché tutto pieno e occorra sempre rimediare privatamente.
Un test importantissimo per la valutazione delle malattie cromosomiche che si chiama test integrato, prenotato con 2 mesi di anticipo si è concluso con un nulla di fatto presso tutti gli ospedali piemontesi fino a quando dopo aver preso una giornata di permesso mi sono recata presso uno di essi di persona e scongiurato in ginocchio uno straccio di buco.
Il costo di questo esame eseguito in una struttura privata varia dai 300 ai 600 euro che avrei assolutamente speso ma quello che proprio non riesco a capire è il perché se un determinato esame è previsto per una determinata condizione, questo non possa essere fatto e basta, senza problemi di posti disponibili.
Ma questo discorso non vale solo per lo stato di gravidanza, credo che qualunque patologia che necessiti di determinati esami, questi debbano essere eseguiti senza lunghe file d'attesa e senza essere costretti a rivolgersi a strutture private.
Ad ogni modo si è risolto invece in un nulla di fatto per l’ecografia di screening, forse più conosciuta come morfologica, mi è toccato eseguirla privatamente e ovviamente a pagamento.
La soluzione a tutti i problemi? Prenotare tutte le visite ancor prima di sapere di aspettare un bambino ;-)
Ultima “buona notizia”: entro il quinto mese occorre iscriversi al corso di preparazione al parto e, inutile dirvi che in tutti gli ospedali le classi quando è toccato a me erano già strapiene.
Mi sono rivolta al consultorio familiare e un posticino per me sono riusciti a trovarlo: dal 16 giugno al 28 luglio tutti i martedì dalle 9.30 fino a tarda mattinata.
Stupendo...se non fosse che, fino al settimo mese, come previsto dalla legge, ho continuato la mia attività lavorativa e…chi glielo avrebbe spiegato al mio datore di lavoro che per un mese tutti i martedì mi sarei assentata dal lavoro e che subito dopo sarei entrata in maternità obbligatoria?
Forse troppe paranoie e un senso di colpa inutile mio ma tengo al mio lavoro, amo la correttezza e sentirmi a posto con il mio senso di responsabilità.
Ho deciso così di rinunciare al corso e lasciare il posto ad una futura mamma che possa frequentarlo senza farsi grandi problemi.
Però cavoli…cosa gli cambiava organizzarlo nelle ore serali?!?
Spero che nelle altre regioni le cose siano un po’ diverse e a misura delle donne che per fortuna hanno un lavoro e vogliono conciliarlo con la gioia della maternità.
Io dal canto mio oramai sono quasi alla fine e diciamo che il peggio è passato di certo non grazie al sistema sanitario nazionale :)

domenica 24 novembre 2013

BELLEZZA...UN PO' MENO PRECARIA!

Quando è iniziata la mia avventura con il blog, era da poco scaduto il mio ennesimo contratto a tempo determinato che aveva occupato gli ultimi due anni della mia vita e, quella crisi che seduta dietro alla mia scrivania sembrava solo una brezza, si era trasformata in una bora travolgente e annunciata.
I giorni successivi diventò subito chiaro quanto sarebbe stata lunga la ricerca di un nuovo lavoro e, nell'attesa che il mio curriculum arrivasse nel posto giusto al momento giusto, mi sono impegnata in un lungo percorso formativo che mi ha permesso di ottenere una nuova qualifica e ampliare il raggio delle mie competenze, nella speranza di avere più possibilità.
Poi due mesi fa qualcosa ha cominciato a muoversi,  è iniziato tutto con una telefonata per una prima selezione a Milano, una seconda a Torino che mi ha aperto le porte al terzo step del colloquio individuale che si è concluso con la firma di un CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO DI 12 MESI!!!
Ogni fase è stata intervallata da settimane di silenzi che, dentro di me, facevano crescere la paura di non aver superato una di esse e che ha fatto durare il processo di selezione quasi due mesi!
Ma alla fine nonostante l'ansia, la paura e lo sconforto hanno scelto me, rendendomi la persona più felice del mondo, felice di farmi buttare giù dal letto prestissimo dalla sveglia, di respirare l'aria frizzante del mattino, di prendere la metro in compagnia di un buon libro grazie al quale il viaggio dura un secondo!
Ho iniziato a leggere il seguito de "Il diavolo veste Prada" e, sulla scia del primo, anche questo seguito lo sto amando e passerei tutto il giorno a leggerlo...pagina dopo pagina mi sta prendendo sempre di più!!!
Sono felice, dopo tanto tempo, di essere tornata sul campo e allo stesso tempo non mi sembra vero, un po' mi ero rassegnata, pensavo di non trovare più nessuno che fosse disposto ad assumere una quasi trentenne ma allo stesso tempo, non ho smesso nemmeno per un giorno di inviare il mio curriculum!
...e in questo lungo anno è solamente grazie a voi se ho trovato nuovi stimoli, grazie ai vostri commenti e ai vostri post, siete sempre riuscite a regalarmi un sorriso nei momenti di sconforto e pessimismo, facendomi vedere sempre il lato positivo delle cose.
Per tutte queste ragioni non vedevo l'ora di condividere con voi questa novità, un nuovo capitolo a tempo determinato della mia vita e, grazie alle nuove entrate...perché no...tanti nuovi prodotti!!!

lunedì 6 maggio 2013

RICOMINCIAMO QUASI...

Il corso di formazione professionale che mi ha accompagnato in questi lunghi mesi di disoccupazione sta quasi arrivando al termine ma, prima degli esami finali, è previsto un mese di stage non retribuito presso un'azienda, in modo da vedere anche nel pratico tutto quello che la teoria insegna.
Non vedevo l'ora di iniziare questo tirocinio e tornare a respirare finalmente un po' di aria di lavoro, sentirmi finalmente utile e viva...
Purtroppo per il momento le cose non stanno andando come mi aspettavo, la situazione è un po' statica e, per me che sul lavoro sono abituata a non fermarmi un secondo, è una cosa che mi uccide...non mi viene chiesto nemmeno di fare le fotocopie, di occuparmi dell'archivio o di andare a prendere i caffè.
Non avrei mai pensato che alla mia età e con 10 anni di esperienza alle spalle mi sarei trovata ad implorare fotocopie da fare ma, tutto è meglio che stare lì a fare niente e guardare il lavoro degli altri.
Quello che più mi dispiace è che tutto quello per cui mi sono preparata in questi mesi stia rimanendo sugli appunti presi e le dispense studiate.
E' davvero difficile dover ricominciare tutto da capo alla mia età, quasi fuori dall'età per l'apprendistato e quindi poco appetibile per il mercato del lavoro, però io ci spero che prima o poi il mio curriculum arrivi nella casella di posta elettronica giusta :)
Credo nel lavoro e nel fatto che nobiliti l'uomo, mi fa sentire viva, partecipe di un progetto e per me è davvero difficile doverne fare a meno...
Ecco come sto passando le mie giornate e questo spiega anche perchè io sia meno presente, ma nei momenti liberi non mi faccio scappare i vostri post e i vostri commenti che mi regalano sempre un sorriso, un suggerimento, un consiglio...una boccata d'aria fresca, spensierata e originale!
Grazie di cuore a tutte voi!

PS: qualche settimana fa ho festeggiato il mio compleanno e questo regalo si è unito alla mia collezione di OPS...grazie CUGI!!!

giovedì 7 febbraio 2013

CO.CO.PRO…

Ieri pomeriggio sono stata contattata da un’azienda che si occupa di formazione professionale e, dopo qualche domanda preliminare, mi ha fissato un colloquio per questa mattina alle 10.00.
Mi hanno anticipato che si trattava di un lavoro d’ufficio ma, quando mi hanno chiesto se avevo a disposizione un mezzo proprio, la cosa mi ha lasciato un po’ perplessa…teoricamente dovrei poter andare a lavoro con il mezzo che mi pare no?
Così con i miei dubbi e un po’ di agitazione, questa mattina sono salita sulla mia bella macchinina e, come faccio di solito, mi sono presentata una decina di minuti prima dell’ora X.
Qualche minuto dopo l’ora dell’appuntamento si avvicina a me la ragazza che mi ha contattata ieri e dopo essersi presentata, mi lascia un foglio da compilare.
La prima parte di questo A4 elencava le varie figure professionali che potevano essere inserite in azienda e, in base al proprio interesse, si potevano crocettare tutte quelle per le quali candidarsi, la seconda parte invece ha fatto strabuzzare letteralmente gli occhi!
Chiedevano se si fosse in possesso dell’auto, se fosse possibile disporne per uso proprio tutti i giorni, in caso contrario in quali e infine se fosse in buono stato.
Per un attimo ho pensato di trovarmi in un concessionario…ma che fissa hanno con questa benedetta macchina!?!
Dopo circa mezz’oretta torna la selezionatrice e comincia il colloquio vero e proprio se non fosse per il fatto che non mi ha chiesto niente di particolare in merito alle mie esperienze precedenti.
Comincia a descrivermi un po’ la posizione e, come anticipato al telefono si trattava effettivamente di lavoro d’ufficio ma di tipo commerciale (ecco forse spiegato l’interesse per la macchina), tenendo a precisare che non si trattava assolutamente di andare in giro per clienti perché di quello se ne occupavano già lei e la sua responsabile. Ma…
Dopo qualche chiacchiera siamo arrivate finalmente alla parte saliente del colloquio…il tipo di contratto. Quando mi ha detto che l’inserimento sarebbe avvenuto con un contratto di apprendistato non potevo credere alle mie orecchie. Un signor contratto, il principe dei contratti (il sovrano rimane sempre il tempo indeterminato), tutto quello che si può volere per stare un po’ tranquilli e in santa pace in un posto di lavoro.
Peccato che la nuvoletta su cui mi stavo già spaparanzando con un sorriso a 32 denti sia scoppiata quasi subito, il paradiso era preceduto da un periodo di prova con un contratto di…COLLABORAZIONE A PROGETTO, accompagnato dalla frase: “sai, ci siamo passate tutte, io stessa prima di essere assunta qui definitivamente ho lavorato con un contratto a progetto per 8 mesi!”.
E tu 8 mesi me li chiami periodo di prova???
Non potevo davvero credere alle mie orecchie, un ente di formazione che svolge anche consulenza alle aziende che propone queste porcate. Non so se non sanno di cosa stiano parlando o se lo sanno fin troppo bene e cercano di approfittarsene.
Come dice la parola stessa, un contratto come CO.CO.PRO. presuppone il fatto che si tratti di una collaborazione. Non esiste la subordinazione del lavoratore al proprio superiore e il lavoratore stesso può gestire luogo, modi e tempi della propria prestazione.
Questo vuol dire che se io accettassi questo tipo di contratto potrei scegliere quando e se andare a lavoro, se andarci tutti i giorni, agli orari che voglio e senza che nessuno possa dirmi assolutamente niente…dite che me lo lascerebbero fare?
Queste persone non sanno nemmeno che corrono dei rischi enormi facendo questo tipo di proposte perché, se io accettassi e poi riuscissi a dimostrare davanti ad un giudice anche solo il fatto di dovermi attenere ad un orario prestabilito, per legge si trasformerebbe di diritto in un contratto a tempo indeterminato.
Mi lascia abbastanza l’amaro in bocca il fatto che un ente di formazione che organizza corsi per disoccupati alla fine cerca di prenderli in giro in questo modo. Avrei preferito di gran lunga mi avessero detto chiaramente che per un periodo di tempo indefinito avrei lavorato come CO.CO.PRO…avrei chiuso tutti e due gli occhi sulla normativa del lavoro!

martedì 8 gennaio 2013

GLI ESAMI NON FINISCONO MAI E…PREMIO SUNSHINE AWARD!

Finalmente dopo un periodo di latitanza rieccomi e, per iniziare, volevo fare i miei migliori auguri di buon anno a tutti…meglio tardi che mai ;)

Purtoppo durante queste feste non sono riuscita ad aggiornare il mio blog…ero in quel pesino lontano mille chilometri da casa dove la connessione internet scarseggia e talvolta anche il cellulare ha dei seri problemi di ricezione.

Oltre alla tecnologia che remava contro, al corso hanno pensato bene di assegnare una bella verifica per il 7 gennaio e così mi sono dovuta mettere sotto con lo studio e lottare con tutte le mie forze per non abbandonarmi al dolce far niente di queste feste.

Devo ammettere che in questi giorni di assenza mi è mancato il blog, mi è mancato leggere i post delle ragazze che seguo e mi è mancato buttare giù i miei pensieri…per me è un modo per staccare la spina, catapultarmi in un mondo tutto mio e coccolarmi tra le mie cose.

Ma da oggi si riparte al solito ritmo, se non di più...ieri è stata davvero una giornataccia, sono ricominciate le lezioni del corso e dopo anni mi sono ritrovata ad avere a che fare con una verifica scritta…mi sono sentita improvvisamente inadeguata e come facevo ai tempi delle superiori arrivata in aula mi sono messa a ripassare le ultime cose e a sperare tra me e me che le domande fossero facili…che roba!

Ma bando alle ciance…questo post è dedicato ad un altro premio che la carissima Silvia di BeautyLand mi ha donato. Non ho parole per l’affetto che mi ha dimostrato con questo gesto che trasforma questo mondo virtuale in qualcosa di reale, fatto da persone, donne, ragazze che si sostengono l’un l’altra e condividono passioni.

Grazie ancora Silvia e sempre più complimenti per il tuo fantastico blog ;)

E ora tocca a me…prima di assegnare il premio bisogna rispondere a 10 domande, cosa che trovo davvero molto carina perché ci permette anche di conoscerci un po’ meglio.

Cominciamo… 

1)      COLORE PREFERITO: viola e nero
2)      ANIMALE PREFERITO: cane
3)      NUMERO PREFERITO: 3
4)      IL DRINK PREFERITO NON ALCOLICO: Daiquiri frozen alla fragola, che un po’ alcolico lo è ma praticamente non si sente ;)
5)      PREFERISCI TWITTER O FACEBOOK: twitter, facebook non ce l’ho nemmeno più
6)      LA TUA PASSIONE (ANCHE PIU’ DI UNA): ovviamente il make up e lo shopping ma soprattutto stare con le persone che amo
7)      PREFERISCI FARE O RICEVERE REGALI: mi piace vedere la faccia delle persone quando scartano i miei regali, però anche riceverli non è niente male
8)      MODELLO PREFERITO: non pervenuti
9)      GIORNO PREFERITO DELLA SETTIMANA: il venerdì sera
10)  FIORE PREFERITO: orchidea

 Ed ora ecco il premio e i blog a cui voglio assegnarlo:


Ancora grazie Silvia!

sabato 1 dicembre 2012

CURRICULUM VITAE EUROPEO...


Devo ammettere che il corso di formazione che ho scelto sta andando alla grande, l’argomento è interessantissimo (almeno per quel che mi riguarda) e spero davvero che al termine possa inserirmi con successo nel settore e dare una svolta alla mia vita da precaria.

Oltre alle varie materie specifiche, la scorsa settimana abbiamo fatto un primo incontro di orientamento con una psicologa…all’inizio l’idea non è che mi facesse proprio impazzire, ma poi ho scoperto che si tratta di una persona disponibilissima e che ci aiuterà nella stesura del curriculum e della lettera di presentazione e nell’approccio con il colloquio di lavoro.

Ma veniamo al primo dei tanti step per la ricerca di un posto di lavoro…il CURRICULUM VITAE!

La psicologa del corso sostiene fortemente che la forma più appropriata per la stesura del curriculum sia il formato europeo...sinceramente a me questa modalità non è mai andata particolarmente a genio e, nonostante tutte le mie buone motivazioni, non c’è stato verso di farle cambiare idea.

Per me il curriculum in formato europeo è totalmente impersonale, una paginetta word standard da compilare con tutte le informazioni richieste, in un determinato carattere e con un layout ben preciso.
 Non aggiunge niente ad una persona, anche perchè compilare questo modello non richiede il minimo sforzo di elaborazione da parte dei candidati che non fanno altro che riempire con le loro ditina tutti questi bei campi vuoti.

Magari ne ho un’idea totalmente distorta, ma se io fossi un valutatore e mi vedessi arrivare 10 curricula tutti uguali e solamente uno con un formato personalizzato, ne sarei sicuramente maggiormente incuriosita e sarebbe il primo che andrei a spulciare.

Un curriculum personalizzato trasmette subito la sensazione che quella persona nel redigerlo ci abbia messo del suo, abbia prestato attenzione alla scelta del carattere, a dove posizionare strategicamente i grassetti, all’impaginazione giusta e alla completezza e sinteticità dei contenuti.

Mi da l’idea di una persona che ha preso in mano se stessa e le sue conoscenze cercando di renderle al meglio per iscritto e far passare a chi legge il messaggio di essere una persona a cui non piace omologarsi e che ha interesse nel mantenere una propria identità.
Secondo me il curriculum è un biglietto da visita personale e come tale non può essere standardizzato.

Io sono per la diversità…

Sono rimasta sbalordita dallo scoprire che al corso su 18 partecipanti eravamo in 3 a non avere questo benedetto curriculum in formato europeo.

Certi millantavano addirittura il fatto che molti selezionatori cestinassero i curricula che non avessero quel formato…ma siamo impazziti???

Cosa ancora più assurda è la motivazione per la quale questo appropriatissimo formato europeo fosse l’unico accettabile: i selezionatori sanno dove andare a prendere le informazioni perché conoscono come è strutturato e così se non vogliono leggere tutto vanno a cercare solo quello che gli interessa!

Ora…io non posso credere che una persona che gestisca la selezione del personale non possa fare lo sforzo di leggere un curriculum per intero e che gli scenda l’ernia se non sono tutti identici e precisi.
La selezione del personale è un processo delicato, chi fa questo lavoro ha il compito importantissimo di scegliere delle persone che entreranno in un ambiente lavorativo, a volte delicato e non possono permettersi farlo a casaccio, spulciando qua e là qualche informazione…

Forse non ho mai capito niente sulla selezione del personale...
Fatto sta che non c’è stato verso di far valere le mie motivazioni e ho dovuto adattare il mio curriculum a questo caspita di formato europeo che adesso la psicologa si prenderà la briga di guardare ed eventualmente correggere…

Dovrò rassegnarmi, per questo corso il mio biglietto da visita sarà uguale a quello degli altri 17 partecipanti oltre che a quello di chissà quante mila persone la fuori in Italia…

giovedì 22 novembre 2012

IL PRIMO GIORNO…

Dopo tanto sperare, alla fine sono stata presa ad uno di quei famosi corsi di formazione professionale finanziati dalla regione, magicamente sono risultata idonea e…oggi è iniziato!

Per quanto sia diverso è un po’ come tornare a scuola e, dopo tanti anni la tensione era davvero alle stelle…
Arrivare in un posto e non sapere dove andare, in quale punto dell’aula posizionarsi, pensare a come saranno le persone che per 6 mesi saranno i tuoi compagni, se sarà facile fare amicizia, come saranno i docenti…e poi il dubbio e allo stesso tempo la speranza più grande…chissà se il corso sarà davvero interessante e qualificante o se si tratterà di una semplice perdita di tempo!

Fatto sta che per forza di cose questa mattina tanti dubbi si sono sciolti…

Arrivata all’istituto per non correre il rischio di sbagliare, ho chiesto subito in segreteria quale fosse l’aula e così ho fatto il mio ingresso.
L’aula mi ha sorpreso, i banchi non avevano la classica sistemazione in fila uno dietro l’altro davanti alla cattedra ma componevano un quadrato del quale faceva parte anche il posto che sarebbe stato occupato dal docente.
E’ stato molto rassicurante…

In breve tempo l’aula si è riempita e, come spesso accade, di 18 allievi 3 erano ragazzi…chissà perché il sesso maschile è sempre quello meno numeroso.

L’unica eccezione a questa quasi regola l’ho incontrata nel POSTO FANTASTICO in cui la predominanza maschile era quasi spaventosa!

Ad ogni modo poco dopo siamo stati raggiunti dalle coordinatrici del corso che si sono dimostrate subito molto disponibili dandoci innanzitutto la possibilità di darsi del tu e lasciandoci i loro recapiti personali.

Le prime due ore sono trascorse con la presentazione del corso che sembra davvero molto interessante e completo, 400 ore in aula affrontando tutte le materie dal punto di vista teorico e pratico con docenti competenti per materia e, infine 200 ore di stage presso aziende da loro contattate.

Ovviamente non c’è la garanzia che al termine dell’esperienza in azienda queste siano disponibili all’assunzione, però ci hanno detto che molti ex allievi hanno con esse dei contratti di collaborazione, il che non è comunque assolutamente male.

Dopo una breve pausa si è dato inizio a quello che è il corso vero e proprio e il primo docente ha fatto il suo ingresso.

In realtà una docente, professionista del settore, occupata e affermata nello stesso. Anche questo aspetto mi ha sorpreso piacevolmente, il fatto che a tenere le lezioni siano delle persone occupate attivamente nel campo di sicuro può garantire una formazione aggiornata, attuale e fondata.

Non abbiamo iniziato subito con la lezione, ma abbiamo fatto un giro di presentazioni un po’ per conoscerci e dal quale sono emerse le più svariate tipologie di persone.

L’età della classe è molto varia, ci sono neodiplomati, neolaureati e diplomati e laureati con chi più e chi meno anni di esperienza lavorativa nei settori più vari.

Ascoltare le esperienze altrui ti fa sentire un po’ meno sfortunata, a volte pensi di essere sul gradino più basso della scala lavorativa ma confrontandosi con gli altri ci si rende conto che ci sono situazioni ben peggiori e raccapriccianti delle proprie e davvero non c’è limite al peggio.

Credevo che l’unica cosa che ci accumunasse tutti potesse essere il fatto di essere disoccupati, ma mi ha molto delusa e amareggiata scoprire che tra noi una persona sia attualmente occupata con un contratto a tempo determinato in scadenza.

Magari sbaglio, ma a mio parere questa persona sta occupando ingiustamente il posto di un’altra che magari lotta con l’occupazione da anni e che vedeva come me in questo corso la possibilità di riqualificarsi, rinnovarsi e spendersi in modo diverso nel mondo del lavoro.

Tra l’altro si tratta di una persona giovanissima che avrebbe davanti a sé ancora un sacco di possibilità e, il pensiero che probabilmente stia occupando il posto di una persona più adulta che forse moralmente si sente già vecchia per il mondo del lavoro mi fa davvero tanta rabbia.

E’ tristissimo constatare che, un po’ ovunque, esistono ingiustizie di fronte alle quali si è totalmente impotenti…

martedì 6 novembre 2012

FORMAZIONE PROFESSIONALE…

Della serie non si smette mai di imparare…
terminato il contratto nel POSTO FANTASTICO io e la mia "collega preferita" e compagna di avventure/sventure, abbiamo deciso di iscriverci ad uno di quei corsi professionali per disoccupati finanziati dalla regione.

...anche perché dei 6 bidonati noi due siamo le più “anzianotte”, il mondo del lavoro è davvero assurdo, passi la maggior parte del tuo tempo ad essere considerata troppo giovane ma quando improvvisamente resti disoccupata ti senti immediatamente troppo vecchia e poco competitiva perchè una nuova azienda ti prenda in considerazione.
Così è iniziata la caccia al corso di formazione professionale più appetibile nel merato del lavoro, adatto alle nostre competenze, che ampliasse il nostro profilo professionale e che, cosa da non poco conto fosse FINANZIATO!
Devo ammettere che tra i vari enti l'elenco delle opportunità formative è davvero ampio...peccato che:
c’è la crisi e di conseguenza figuriamoci se la regione ha la benché minima intenzione di approvare corsi professionale per noi insulsi disoccupati (questo era quello che ci dicevano tutti e invece qualcosa si sta smuovendo)...
il corso che abbiamo scelto è stata l'opzione di altri millemila disoccupati per un numero di posti limitatissimo e così ,anche in questo caso, come per un posto di lavoro, bisogna passare da colloqui motivazionali!
Fatto sta che siamo state convocate per il colloquio di selezione e così la guerra alla conquista del nostro banchetto di scuola tra sedici disponibili è cominciata.
E' stato subito rassicurante sapere che la scelta non era dettata da nessuna caratteristica particolare ma tra tutti i possibili candidati i selezionatori giudicano chi è più o meno idoneo.

Quindi speri vivamente di risultare abbastanza simpatica, vestita quantomeno decentemente e del gusto del selezionatore, di avere lo smalto giusto, le scarpe adatte o una borsa di gradimento, che il trucco non sia sbavato e che i capelli tengano la piega…e se quelli che portano gli occhiali non fossero ben accetti?
No perché io sul lavoro li indosso sempre (odi et amo del computer) ma non vorrei che avessero compromesso la mia partecipazione al corso di ben 600 ore più altre 300 di stage!!!

Cosa ci si riduce a pensare…

Come se non bastasse si scopre che a questi corsi PER DISOCCUPATI si siano pre-iscritti anche laureati!

Adesso diamo una definizione di DISOCCUPATO…
per me  dicesi DISOCCUPATO una persona che aveva un lavoro e adesso non ce la più e che, per riqualificarsi, decide di fare un corso di formazione professionale finanziato dalla regione (è un disoccupato, non può spendere migliaia di euro in corsi privati) che ti da la possibilità di fare uno stage presso un'azienda con l’eventualità che l’azienda stessa ti tenga.

Nella categoria sopra descritta non rientrano le persone che dopo la maturità (scolastica) hanno passato 10 anni della loro vita a frequentare corsi universitari, finanziati da mamma e papà, senza conciliare la cosa con uno straccio di lavoro…
che li facciano loro i corsi a pagamento!

No no no, questi soggetti dovrebbero essere esclusi a prescindere...
Non mi resta che affidarmi alla buona sorte!

giovedì 25 ottobre 2012

TEST PSICOATTITUDINALI…

E fu così che il giorno del colloquio “A VOLTE RITORNANO…” è arrivato.

Varcata la soglia dell’azienda, non era praticamente cambiato nulla, stessa reception, una ragazza giovanissima a chiederti cortesemente di accomodarti in attesa della Dottoressa e i classici dieci minuti di attesa.

Prima di me c’era un'altra “pretendente al trono”…accompagnata dalla mamma.
Non so per quale motivo, ma non ho mai apprezzato particolarmente chi si fa accompagnare da qualsivoglia persona ai colloqui…se io fossi l’esaminatrice, toglierei al possibile candidato già cinque punti per la scarsa autonomia, indipendenza e poca sicurezza di sé…

ma a me tocca essere giudicata…

La sala del colloquio era quella di cinque anni prima e anche la chiacchierata come allora è stata molto piacevole e tranquilla, ovviamente mi è stato chiesto nuovamente il motivo del mio rifiuto preistorico e…che bello, non si ricordavano nemmeno la posizione che mi avevano proposto, anzi risultava anche strano mi avessero convocata per un posto in reception…figuriamoci a me!

Sta di fatto che la posizione questa volta è molto interessante e se mi prendessero, sarei la persona più felice del mondo anche perché si tratterebbe di un contratto di apprendistato di tre anni alla fine dei quali si trasformerebbe in un tempo INDETERMINATO!!!

La nuvoletta sulla quale stavo già fantasticando è scoppiata in fretta quando mi è stato detto che dopo questo colloquio iniziale l’iter di selezione prevedeva un test pratico e due test PSICOATTITUDINALI per un numero indefinito di persone, e senza nessuna urgenza di inserimento!!!

LI ODIO…

Ora…se si trattasse di un concorso pubblico o uno di quelli organizzati dalle banche capirei l’esigenza di questi TEST PSICOATTITUDINALI anche perché sti poveretti di selezionatori dovranno pur trovare un modo per fare una prima scrematura tra le migliaia di persone che vi partecipano.

…ma a partecipare questa volta eravamo in quattro!

Una settimana dopo (ieri) era il grande giorno, al mio arrivo una prima ragazza aveva già concluso il test pratico che ognuna di noi ha svolto in un’aula immensa completamente sola, roba da sentirsi in soggezione!
Appena finito, un’altra ragazza ha preso il mio posto nell’aula immensa (quella che la volta prima era accompagnata dalla mamma), mentre la quarta l’avrebbe fatto dopo i test psicoattitudinali che avremmo svolto tutte e quattro contemporaneamente.

Ma veniamo a questi test PSICOATTITUDINALI, che già la parola ti mette i brividi.

La prima parte era composta da domande di tipo grafico, 40 domande da completare in 20 minuti…
Va bene, io non sarò portata per questo tipo di test ma 30 secondi per ogni domanda mi sembra davvero un tempo assurdamente piccolo!
Tanto più che occorre interpretare la sequenza logica delle immagini proposte e capire quella che ne completa la serie.

Fatto sta che né io né le altre ragazze siamo riuscite a completarlo interamente…ma solo un pazzo ci sarebbe riuscito!

La seconda parte consisteva in un test relativo ai numeri, 40 domande per 30 minuti di tempo e su questo nulla da dire, tempo a sufficienza e domande sensate, niente sequenze da interpretare ma puramente calcoli.

…sono uscita da quel posto completamente demoralizzata e anche un po’ incarognita.

Vorrei conoscerlo quel genio che ha stabilito che i TEST PSICOATTITUDINALI siano un buon metodo per giudicare una persona sul piano lavorativo, quello che ha deciso che esperienza, conoscenze personali, studi e attitudine al lavoro non contino niente, che questo modo totalmente impersonale di conoscere le persone, quelli che potrebbero essere i propri collaboratori sia quello vincente…
Io non ci credo, per me le persone che sanno svolgere questi test correttamente ma soprattutto velocemente rasentano la psicopatia…

Io resto dell’opinione che le persone non si possano giudicare in questo modo, da un pezzo di carta crocettato, occorre apprezzare il modo di porsi, di interagire, ascoltare la proprietà di linguaggio…
io non giudico una persona se dopo cuori, picche e quadri non mette una crocetta su fiori!

martedì 16 ottobre 2012

A VOLTE RITORNANO…

Nel lontano 2007 avevo tra le mani uno splendido e oggi agognato contratto a tempo indeterminato e, nella piccola azienda per la quale lavoravo ricoprivo un ruolo di una certa responsabilità.

A guardarla dall’alto sembrerebbe una situazione splendida, ma come tutte le medaglie anche la mia aveva il suo rovescio… la mia capa era letteralmente una grandissima STR, di quelle con la S maiuscola!

Così, ovviamente, mandavo in giro il mio curriculum nella speranza di poter fuggire da quella prigione dorata, fino a quando un giorno un’azienda vicino casa mi contatta per un colloquio.

Inutile dire quanto fossi felice, l’azienda era abbastanza grande ma cosa più importante, potevo liberarmi da quell’arpia.

Il colloquio mi sorprese, una tranquilla e piacevole chiacchierata, il trattamento economico di tutto rispetto e mi avrebbero dato quel posto subito…peccato che la posizione che mi proponevano non rispecchiasse esattamente quella per la quale mi ero candidata.

Dovevo stare in portineria ed occuparmi dell’accoglienza…nel mio ego quella posizione cozzava troppo con il mio ruolo di responsabilità all’interno della gabbia dorata.

Rifiutai…

Un paio di anni dopo la STR dichiarò fallimento e il mio contratto a tempo indeterminato insieme al mio bel posto andarono a farsi benedire…ovviamente col senno di poi mi mangio le mani per quel rifiuto.

Ma adesso siamo nel 2012, sono nuovamente disoccupata e, dando un’occhiata a Linkedin ho notato che il responsabile del personale di quell’azienda è cambiato, così ho inviato il mio curriculum aggiornato, rammentando sfacciatamente l’incontro di qualche anno prima.

Ho inviato quella mail come si lanciano i sassi nell’acqua e…mi hanno ricontattata!

Colloquio fissato per domani...anche loro al telefono si sono premurati di ricordarmi il mio rifiuto di 5 anni fa.

E’ vero, il responsabile delle risorse umane è cambiato, ma quello della selezione no (maledetto Linkedin) quindi chissà, magari vorrà solo trovare un po’ di soddisfazione personale sbattendomi in faccia la mia stupidità precedente, o magari semplicemente quella tranquilla e piacevole chiacchierata è stata tale anche per loro, hanno capito le motivazioni che 5 anni prima mi avevano spinta a rifiutare e adesso hanno un ruolo più adatto a me.

...o magari per la legge del karma il posto è il medesimo, ma questa volta non ho un altro contratto tra le mani a darmi la forza di rifiutare una posizione che non fa per me.

Sono solo una disoccupata in cerca di lavoro…ad ogni modo inutile fasciarsi la testa, domani ne saprò di più.

domenica 14 ottobre 2012

COME LA MATEMATICA ANCHE GLI ACRONIMI NON SONO UN’OPINIONE…

Sarebbe bello poter adattare le mille sfumature della vita al nostro personale punto di vista, poter dare alle cose una nostra interpretazione personale, avere la possibilità di plasmare ogni cosa e renderla perfettamente adattabile al nostro piccolo mondo privato.

Ma  purtroppo spesso e volentieri questo non è possibile, bisogna adeguarsi alle regole, bisogna accettare l’idea che 2 + 2 fa sempre 4, soprattutto in ambito lavorativo…

Succedeva che il responsabile del POSTO FANTASTICO non era un tipo di molte parole, non faceva assolutamente niente per metterti a tuo agio e spesso bisognava capire le sue richieste al volo perché non amava molto nemmeno ripetersi.

Spesso e volentieri le richieste del boss arrivavano via mail e anche in quelle non era prolifero di parole, si limitava semplicemente ad inoltrare la mail con un semplice “pc” seguito dalla firma elettronica…totalmente impersonale.

All’inizio pensavo di stargli sulle balls ma poi con il tempo ho capito che era semplicemente il suo modo di essere, un boss molto timido che preferiva evitare nei limiti del possibile qualunque tipo di contatto.

Un giorno una di queste mail inanimate è arrivata ad un mio collega che all’improvviso nel silenzio dell’ufficio scoppia a ridere.

Ovviamente in questi casi la curiosità non è solo donna e tutti eravamo ansiosi di sapere di cosa si trattasse.

Dopo un po’ di tira e molla, il mio collega sereno come una pasqua esclama: “il capo deve essere impazzito, mi ha inoltrato una mail scrivendomi PERSONAL COMPUTER!”.

No, non era una battuta, so che può sembrare una barzelletta, ma era proprio convinto di quello che stava dicendo e non ci sono parole per descrivere le nostre facce e l’imbarazzo nello spiegargli che PC voleva dire PER CONOSCENZA!

mercoledì 10 ottobre 2012

A NOI LA NASA CI FA UN BAFFO!

Come accennavo all’inizio, fino a qualche tempo fa lavoravo in un POSTO FANTASTICO in cui tutto, soprattutto le capacità delle persone si camuffavano benissimo.
Dopo l’assunzione, la prima settimana ovviamente è stata completamente teorica, normative, processi aziendali…e tutto girava intorno ad una fantomatica frase ricorrente che lasciava un po’ tutti i discorsi a metà: “Bè poi avremo modo di approfondire quando ci approcceremo ai sistemi aziendali e lì sarà dura, non è facile!”.

Quella frase era diventata un incubo...con il computer e i gestionali vari ci sono sempre andata a braccetto, però vista la portata dell’azienda ero seriamente spaventata dal fatto che forse non ero all’altezza in quel posto. Mille dubbi…

Fino a quando la seconda settimana arrivarono le chiavi di accesso per i PC e ci "approcciammo" a questi “terribili” sistemi…
Be’, mancava solo che dal monitor uscisse un pupazzo vestito da clown o la scritta scherzi a parte e allora tutto avrebbe trovato una sua logica.

Già…perché di terribile non avevano assolutamente niente per chi è un minimo abituato a lavorare con il computer, tutto molto guidato e intuitivo…semplici programmi aziendali come ci sono in tutti i posti, ognuno con il suo nome.

Forse avrei dovuto rapportare il peso di quella frase iniziale alla persona che la stava dicendo, figura maschile che, come mio padre ha ben oltrepassato i 10 lustri, che ha assistito all’avvento dei computer tenendosene sempre un po’ a distanza ma, che nella sua diffidenza ci prova a fare qualcosa tenendo qualche under 35 (me nel caso di mio padre) in ostaggio con mille e interminabili domande!

Giusto per capire la portata:

una mattina, un collega (di quelli che nel POSTO FANTASTICO erano entrati a 16 anni e adesso attendevano gli ultimi anni per andarsene allegramente in pensione) ha passato ore con il monitor 16:9 del PC messo per verticale. Subito non mi sono azzardata, ma dopo un po’ la curiosità ha avuto la meglio e gli ho chiesto che cosa stesse combinando.

In pratica aveva ricevuto delle tabelle in Excel in cui i titoli erano scritti in verticale e lui “giustamente” per leggerli ha girato il monitor.
Tanto per capirci era una roba fatta così…



Va bene…magari non tutti sanno che in formato celle c’è la possibilità di ruotare il testo e vabbè (anche se per la portata del POSTO FANTASTICO sarebbe il minimo) e chiudiamo un occhio, ma dai si legge lo stesso benissimo anche senza torturare quel povero monitor!!!

lunedì 8 ottobre 2012

UN PO' DI ME...

Fino a qualche tempo fa non potevo proprio lamentarmi, lavoravo con un contratto a tempo determinato per un’azienda di tutto rispetto e dalla fama internazionale…
  • quelle in cui appena ci metti piede ti senti completamente a disagio…
  • quelle che appena firmato il contratto hai già ipotecato il tuo primo stipendio per rifarti il guardaroba nuovo, giusto per sembrare quantomeno all’altezza del ruolo e vagamente una persona seria...
  • quelle che, prima di cominciare, ti fai venire un’ulcera al giorno pensando che avrai a che fare con dei cervelloni plurilaureati dalle doti straordinarie mentre tu, con il tuo misero titolo di studio, forse sei lì solamente per quella botta di fattore C che ogni tanto si intravede sul tuo cammino…
  • quelle che non fai altro che ringraziare il cielo tutti i giorni perché finalmente è capitato proprio a te…
per poi scoprire con il tempo che è solo questione di pura e semplice apparenza. Che, come le donne, hanno semplicemente scelto un ottimo fondotinta con cui coprire le imperfezioni della gente che latita lì da millenni…da quando i computer nemmeno esistevano e di conseguenza non li sanno nemmeno usare.

Basta pensare che il primo giorno, a noi giovani neoassunti, avevano chiesto se sapevamo usare il mouse!

Sì lo so…roba da non credere…

Poi, come il più bello dei make up, che la sera prima di andare a dormire va rimosso, anche il contratto è terminato.

Ma avremo modo…in questo mondo di bellezza precaria!

PER COMINCIARE...

Ho scelto questo nome per il blog perché allo stato attuale delle cose mi descrive al 100%...la mia condizione lavorativa è proprio come la bellezza...precaria e tutto quello che riguarda il mondo beauty è la mia passione!!!